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lundi 28 décembre 2009

halloween IN ITALIANO ED IN DIALETTO



un modo divertente di trascorrere questa famosa serata.........

na manera arricrianti di passari chissa famusa sirata (en dialecte)

“Ma come mai è così grande la sua ombra signorina?”
“ Beh, non so cosa intende signore !”
L’uomo si avvicino' della ragazza bionda inchinata sulla sua ombra, e si interrogava sul perché la sua ombra sembrava cosi' grande: era la notte di Halloween!!!
Con una mano determinata le strinse il braccio per mantenerla contro di lui. La ragazza si spavento' ed emise un grido stridente. La sua faccia era cerea... terrorizzata, sicuramente.


L’uomo le mise una mano sulla bocca per farla stare zitta. Poi pian piano.. ..prendendo il suo tempo, sempre stringendo il braccio della ragazza ....(lei sempre più fissa e terrorizzata, non un grido ormai usciva dalla sua bocca socchiusa.....) ..alzo' i suoi bei capelli biondi che le cadevano sulle spalle per liberarle il collo.
Dopo di che, stringendola contro il suo corpo muscoloso e animalesco, apri' una bocca che faceva scorgere dei denti mostruosamente potenti, ed avvicino’ la sua testa al collo della ragazza, sempre più morta di paura.
Lei non resistette più’ e svenne tra le braccia dell’uomo, (che non chiamerò normale, tanto era alto e forte, quasi un gigante.)
Era un po’ imbarazzato di vedere la ragazza così messa. Non sapeva più cosa fare. Portarla altrove e prendere il suo tempo per fare cio' che doveva fare? O "farlo" subito li' dove erano.
Decise di prenderla in braccio e portarla a casa sua, forse ce n'erano altre come lei.....
Camminando, pensava :
"Aspetterò' che si svegli di nuovo, non mi sento di farlo mentre lei tiene gli occhi chiusi!" E di un passo determinato, andò’ a casa di lei.
Erano quasi arrivati quando lei si sveglio’ e si mise di nuovo a gridare come una pazza terrorizzata!
Subito lui gli tappò’ la bocca con la mano e avvicinandola vicino al collo, gli sussurrò’:
“Non ti scantari carusa, ti voghio bene, siamo dello stesso sangue!”


Di nuovo, lei svenne.
Arrivati di fronte all’ingresso di casa sua, con il piede, spalanco' la porta ed entro’.
Nell’oscurità non cerco' l’interrutore, perché sapeva che non c'era luce in tutta la città. “Per la notte di Halloween, non poteva capitare meglio, no?” penso’.
A casa della ragazza, c’erano altre due persone, come lei impaurite di essere senza luce e solette.
La sua entrata le terrorizzarono ancora di più, soprattutto nel vedere la loro sorella nelle braccia del gigante.
Sembrava ancora più mostruosamente alto sulla soglia della casa.
Le due sorella avevano fatto un fuoco nel caminetto che dava una luce degna di un 31 ottobre. Le ombre erano terrificanti sui muri.
L’uomo appoggio' la ragazza sul sofà e di nuovo alzo i suo capelli biondi avvicinandosi alla sua bocca.
ad un tratto, le due sorelle si mise a gridare in coro: HHHHHAAAhhahhhhhhhhhaaaaaahhhhhhhaHHHHHA
L’uomo alzo' la testa e guardandole, abbozzo' un sorriso dicendo : “Nun fattimi assaghiari caruse, manno' la mancu... Si Putissi fari mali....”
Di nuovo le due sorelle strillarono più forte. Tanto che la ragazza si sveglio' di nuovo accompagnandole con grida supplementari.
L’uomo si avvicino di più’ alla ragazza e tutto ad un tratto morse forte nel suo collo.
Le strappo' la collana con i denti e tutte le perle si sparpigliarono sul pavimento.
lui si stava scompisciando di ridere vedendole loro facette...........
Subito dopo entro’ in discussione con tutte tre interdette, chiedendo loro di stare zitte per potere dare le sue spiegazioni.
Lui, era una agente di sicurezza di un negozio dove erano state vendute diverse collane di questo tipo. Alcune, come quella della ragazza, erano fatte in un modo che, dopo averle portate un certo tempo, producevano una reazione velenosa. Non tutte, pero'. Mordendole un po', dal gusto si capiva subito se erano avvelenate o no.
Essendo lui un loro cugino, aveva immaginato un modo divertente di trascorrere questa famosa serata... travestendosi nel personaggio. Si tolse allora la mezza maschera che nascondeva un pezzo della sua faccia simpaticona.


mi sugnu meritatu 'na mancciata di carameli, o no?




tuddinè (2/11/03)


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