lundi 28 décembre 2009

SCIABORDO NELLE ACQUE

Quando rentrasti, ero ancora sotto la doccia e non sentii la porta aprirsi, neppure il rumore delle tue chiave quando le gettasti nello svuota-tasche che mi regalo' mia zia."finirai per romperlo".

Sembravi felice, almeno fischiavi, un po' come un mantra, sempre la solita canzona che repetevi senza smettere.
Ne avevi sicuramente bisogno.


Ti ho sentito soltanto quando per la quarta volta mi hai chiamata aprendo la porta della stanza di bagno, ma non essendo sicura, non ti ho risposto. Allo stesso tempo mi sono messa la testa sotto l'acqua per risciacquarmi i capelli.


Un pochino biricchino, hai passato la testa dentro la tenda della doccia e hai esclamato : "mah è ghiacciato! Comme fai a farti docce cosi fredde?"
" ah? Sei rientrato? Finisco e esco." aggiungendo : "sai bene che cosi rendo tonico il mio seno!, come credi che lo rendi così sodo e aguzzo?


E mi misi a ridere vedendoti la faccia...


Con la mano delicatamente, mi hai pizzicato il capezzolo sinistro ed io subito, piccola biricchina che non vuole fare la preziosa , ti ho offerto il destro ,che tu prontamente hai succhiato ingordamente.Con la mano, ti ho stretto contro me accarezzandoti lentamente i capelli.


Per non stare piu in bilico, hai appogiato un ginocchio sul bordo della vasca da bagno e mi hai stretta con le mani, l'una sul fianco, l'altra sulla curva schiena
Poi anchio ho avvicinato il mio ginocchio toccando il tuo, cosi messi, eravamo simmetricamente posizionati.Il tuo volto riflettava la luce glauca della stanza da bagno ma sopratutto il tuo sguardo m'invitava ad uscire totalmente della vasca per venire a te.


Ti baciai alla francese, e sorrisidendo dissi: e se ti sbottonassi la camicia?
"Feci sfuggire la cinta e la tolsi tutta, poi aprii il pantalone che cadde tutto a un tratto per terra.Avevi tolto la camicia senza sbottonarla, le braccia alzate ,ne approfittai per baciarti tutto il petto, accarezzandolo e giochicchiando coi peli del tuo villoso petto .
Ah quanto mi piaci...!!"
Mi hai issata sulla vasca facendomi sedere sul bordo, le tue mani hanno strizzato i miei capelli sgocciolando acqua sulla mia schiena e sul mio seno. Hai finto di bere l'acquoso rigolo che scivolava sul mio seno usando il capezzolo come una fonte. Poi hai proseguito con veloci colpi di lingua come fà il gatto che lappa il suo latte.
"fà un bel po' che fonteè sciuta gattino mio."
Ti dissi. Ma tu proseguivi succhiando con vigore.
Non potevo stare così senza fare nulla e compreso che eri affamato,....di me... Passai lentamente la mia mano tra le mie cosce e ti vidi sorridere. Avevi intuito che preparavo il terreno, che doveniva umido utile al tuo scopo.


Sentivo l'umido suono, lo sciabordo, che faceva il mio dito quando tittillavo il mio sesso.
In un gesto semplice e maestoso , t'inginocchiasti di fronte a me, le mani sempre aggrappate alla mia carne. Prima il tuo fiato caldo che si avvicinava sempre piu', poi piu' nulla.


Solo il piacere intenso di questa lingua avida , scavatrice.Nella mia piegha, presi il tuo piacere, le tue papille si delettavano dei miei nettari, la tua lingua sembrava essere quella proboscide della farfalla di cui ti parlavo l'altro giorno che divorava il pistillo..
Tu, anche, divoravi il mio, che si faceva piu presente e spoegeva piu sodo come la corolla di un fiore. Mio fiore, sbocciato per te.Beccheggiavo del tuo dolce rollio,
Ti eri raddrizzato pian piano e ho condiviso il miele dalle tue labbra, appoggiandole contro le mie. Le nostre lingue si sono avviluppate, le nostre salive mescolate.


Ancora l'umdido suono : Lo sciabordo


Tutto questo aveva aumentato il nostro appetito.Infine, t'avvicinasti a me, nello scopo di conoscere dove stavano i nostri destini.
Dovrei eccitarti ancora o sei gia' affamato?
M'incollai contro il tuo ventre, e capii cosa volevi. La mia mano, ti strinse il membro senza riguardo.
Hai gemito un po' confirmando cio' che pensavo.
A due mani per sbrigarmi, feci cadere il tuo slip. Tutto a un tratto, uscì dritto, come per magia. Era ben caldo nella mia palma, fino a farmi rabbrividire.


Volevo ancora mangiare le tue labbra e anche mordicchiarle un po'. Amo farti soffrire, ma solo un po' ,così giusto per centrarmi su di te. Così tu ti abbandonasti un po' ed io ripresi.
Conservo sempre un certo pudore a dimostrarti la mia voglia. È un po come se volessi mostrarti il mio lato ingenuo.


Sempre seduta sull'orlo della vasca, mi sono inchinata, disegnando una curva coi miei reni, cio' che ti ha provocato la voglia di appoggiarvi di nuovo le mani.Serrate tra loro, i miei reni ti servivano d'ormeggio e di nuvo facesti questo beccheggio che mi guidava la bocca.


Aiutata da questo piccolo vai e vieni, ebbi presto conquista e volesti prendermi. Sapevo bene che mi riservavi piu' nobili disegni e fu senza esitare che girandomi, t'offrii la mia schiena.Sempre piu' lucente, scivolasti senza indugi e ancora riprendesti il tuo beccheggio.Il rollio mi fece scombussolare, e gemetti, questa volta appagata di essere con te complice dello stesso supplizio.


Allora, ottimo maestro, ti sei fatto fabbro, appoggiando le tue mani sulla schiena, ci hai lasciato la traccia incendiata delle tue dita.


Poi, hai voluto essere fornaio e mi hai impastato e masseggiato il seno, pensando senza dubbio che erano fatti di lievito.


Ma è sopratutto il marinaio che preferisco in te, perché mi fa viaggiare e venire con te.Allora ancora, ti sei imbarcato, e la tua nave ha naufragato.Insieme, ci siamo lasciati andare, ma non mi ricordo bene...come erano amorevoli questi ormeggi.


Ahhh quanto è buona l'acqua!Amo farmi la doccia e dopo sentirmi cosi bene.
Dobbiamo sempre avere cura di noi stessi.


Sempreallegra@fr-tudda

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