lundi 28 décembre 2009

SI AMA E POI NON PIU'


Se delle nuvole hanno circondato il mio volto,è soltanto perchè il mio cielo è lontanto dal tuo
I temporali potrebbero venire ognitanto,Tuo fiato amoroso scioglierà quel cottone piagnucoloso
Ho fede in te, quanto ho fede in me. Le mie cose sono le tue cose.
I nostri intensi sentimenti Sono fatti di vibrazioni d'anime e delle loro dolcezze
Non possiamo dubitarne Dal nostro migliore, sono fatti.
Anche se ci conosciamo da parecchi attimi Avremmo ancora a capire di noi stessi
Pare che le cose semplice, Fanno parlare più delle altre
Ogni giorno ha il suo lato soleggiato, Invece Vesper mi offrirà ancora
dei Kleenex rose per le lacrime di gioia ed altri bianchi per l'occhio rattristato
Ti ho datto il mio corpo amante, l'anima e il cuore,ce gli siamo scambiati

cerco e provo di leggergli  ma sono ancora principante
Chiamami : "amore mio",
Chiamami cosi ancora
Dolcezza della mia vita...

Turriduzzu miu,Totuccio.



Tuddinè

TI RICURDU CU DULURI

SENZA FARI VUCI,
Ti ricurdu cu duluri

Pari ca u focu di lu celo
Rumpissi u me core tutt 'i iorna
Pari ca u funnu ri l'aria
Si prepara a chiuvia
Pari ca u trono
nun voli fari baccanu
SENZA FARE VUCI TI RICURDU CU DULURI
Nudda cundoglianzi
I quannu vene u silenziu ...... penso
Ca tutti s'avvissero a truvari sti 'nfilicità
Ca tutti s'avvissero a truvari u cori afflittu commu a mia
Poi, senza fari vuci, ti ricurdu cu duluri
sempreallegra@fr-tudduzza






(ora metto come l'ho pensato in italiano....)


Ti rimpiango in silenzio
Come il fuoco del cielo disintegrando il mio cuore ogni giorno
Come il fondo dell'aria preparando la pioggia
Come il tuono desiderebbe non fare rumore
Ti rimpiango in silenzio
Nessuna condoglianza
E quando viene il silenzio, penso...
Che tutti dovrebbero essere infelice quanto me
Che tutti dovrebbero essere triste quanto me
E ti rimpiango in silenzio

POESIE LA MEMOIRE ET LA MER

La memoria ed il mare



E’ ondeggiando
che torna la marea
Allo scoglio
dei miei occhi spruzzati
La marea
è nel mio cuore
La sua risacca, ha fatto il mio animo.
Ascolta quando muore.
Gli scogli ne fanno l’eco. Eco. Eco.
Certo ho avuto le mie tempeste.
Inteso mareggio e vento di groppo.
Non ero tutti i giorni alla festa!
Forse soltanto
Un pessimo marinaio.
Sono rientrata
Salve e sana
Ho conservato il timone in mano.
Ma partita mozzo senza bagaglio
Sono tornata comandante senza equipaggio.
Tanto,
Stiamo parlando di resistere,
E per il poco che ricordo,
Tu eri sul pontone?
Aspetto ancora mi raggiunga.

sempreallegra@fr
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in francese ora
La mémoire et la mer

C’est par saccades que
Revient la marée
Aux écueils de mes yeux éclaboussés
Elle est dans mon cœur
Son ressac a fait mon âme
Ecoute quand il meurt
Les rochers en jouent le drame
Bien sûr j’ai eu mes tempêtes
Houle forte et gros grains
J’étais pas tous les jours à la fête
Peut être un mauvais marin
Suis rentrée à bon port
Et restée maître à bord
Mais partie moussaillon sans bagage
Je suis rentrée commandant sans équipage
Car en parlant de tenir bon
Et pour le peu dont je me souvienne
Tu étais là sur le ponton
J’attends toujours que tu viennes

tudda

LIT DE PLUMES



C’est dans ce lit de plumes



Vide et sans chaleur



Que se perdent mes mains de brume



Dans d’indéfinissables profondeurs



Cherchant encore sans espoir et sans lueur



Le chemin de ma vie qui semble être ailleurs



 C’est en monticules de cendres d’or



Que l’ardeur de ma flamme se meurt



Feignant la carte au trésor



Laissant un relief lunaire sans valeur



Seule dans le clos-obscur des persiennes



Mon âme Lalique de femme inquiète



Se brise et s’éparpille



En fermant cils et pupilles.



Sur le seuil rose de ma basilique



Espérant ta Rose langue Unique



Avide de voyages saliques



Et d'excursions spéléologiques



Homme puissant, poète prosaïque



Reste figé sur ce vitrail mosaïque



Cherche toujours son œuvre magnifique



Régalant et Suçant, Figues hystériques




Mon estime est bien haute



Ô ami polyglotte !



Sous tes langues étrangères



Révéleras Bijoux, rubis de chair



Emotion d’apparat pour un cœur de relique



Fragment unique de ma vie de grenat



Laissera mon âme misérable,



Egarée en cercle zutique.

Ne te laisse pas impressionné!



Aucune problématique



Ne pourrait t’effrayer



Poursuis et vas sur ma piste



Taille ton crayon, fais bonne mine



Car ton joyaux te destine



A te nourrir de mes substances



Miennes Quintessences



Pour parfaire tes nuits, tes jours



A mes cotés mon amour.






sempreallegra@fr mercredi 18 janvier 2006




SCIABORDO NELLE ACQUE

Quando rentrasti, ero ancora sotto la doccia e non sentii la porta aprirsi, neppure il rumore delle tue chiave quando le gettasti nello svuota-tasche che mi regalo' mia zia."finirai per romperlo".

Sembravi felice, almeno fischiavi, un po' come un mantra, sempre la solita canzona che repetevi senza smettere.
Ne avevi sicuramente bisogno.


Ti ho sentito soltanto quando per la quarta volta mi hai chiamata aprendo la porta della stanza di bagno, ma non essendo sicura, non ti ho risposto. Allo stesso tempo mi sono messa la testa sotto l'acqua per risciacquarmi i capelli.


Un pochino biricchino, hai passato la testa dentro la tenda della doccia e hai esclamato : "mah è ghiacciato! Comme fai a farti docce cosi fredde?"
" ah? Sei rientrato? Finisco e esco." aggiungendo : "sai bene che cosi rendo tonico il mio seno!, come credi che lo rendi così sodo e aguzzo?


E mi misi a ridere vedendoti la faccia...


Con la mano delicatamente, mi hai pizzicato il capezzolo sinistro ed io subito, piccola biricchina che non vuole fare la preziosa , ti ho offerto il destro ,che tu prontamente hai succhiato ingordamente.Con la mano, ti ho stretto contro me accarezzandoti lentamente i capelli.


Per non stare piu in bilico, hai appogiato un ginocchio sul bordo della vasca da bagno e mi hai stretta con le mani, l'una sul fianco, l'altra sulla curva schiena
Poi anchio ho avvicinato il mio ginocchio toccando il tuo, cosi messi, eravamo simmetricamente posizionati.Il tuo volto riflettava la luce glauca della stanza da bagno ma sopratutto il tuo sguardo m'invitava ad uscire totalmente della vasca per venire a te.


Ti baciai alla francese, e sorrisidendo dissi: e se ti sbottonassi la camicia?
"Feci sfuggire la cinta e la tolsi tutta, poi aprii il pantalone che cadde tutto a un tratto per terra.Avevi tolto la camicia senza sbottonarla, le braccia alzate ,ne approfittai per baciarti tutto il petto, accarezzandolo e giochicchiando coi peli del tuo villoso petto .
Ah quanto mi piaci...!!"
Mi hai issata sulla vasca facendomi sedere sul bordo, le tue mani hanno strizzato i miei capelli sgocciolando acqua sulla mia schiena e sul mio seno. Hai finto di bere l'acquoso rigolo che scivolava sul mio seno usando il capezzolo come una fonte. Poi hai proseguito con veloci colpi di lingua come fà il gatto che lappa il suo latte.
"fà un bel po' che fonteè sciuta gattino mio."
Ti dissi. Ma tu proseguivi succhiando con vigore.
Non potevo stare così senza fare nulla e compreso che eri affamato,....di me... Passai lentamente la mia mano tra le mie cosce e ti vidi sorridere. Avevi intuito che preparavo il terreno, che doveniva umido utile al tuo scopo.


Sentivo l'umido suono, lo sciabordo, che faceva il mio dito quando tittillavo il mio sesso.
In un gesto semplice e maestoso , t'inginocchiasti di fronte a me, le mani sempre aggrappate alla mia carne. Prima il tuo fiato caldo che si avvicinava sempre piu', poi piu' nulla.


Solo il piacere intenso di questa lingua avida , scavatrice.Nella mia piegha, presi il tuo piacere, le tue papille si delettavano dei miei nettari, la tua lingua sembrava essere quella proboscide della farfalla di cui ti parlavo l'altro giorno che divorava il pistillo..
Tu, anche, divoravi il mio, che si faceva piu presente e spoegeva piu sodo come la corolla di un fiore. Mio fiore, sbocciato per te.Beccheggiavo del tuo dolce rollio,
Ti eri raddrizzato pian piano e ho condiviso il miele dalle tue labbra, appoggiandole contro le mie. Le nostre lingue si sono avviluppate, le nostre salive mescolate.


Ancora l'umdido suono : Lo sciabordo


Tutto questo aveva aumentato il nostro appetito.Infine, t'avvicinasti a me, nello scopo di conoscere dove stavano i nostri destini.
Dovrei eccitarti ancora o sei gia' affamato?
M'incollai contro il tuo ventre, e capii cosa volevi. La mia mano, ti strinse il membro senza riguardo.
Hai gemito un po' confirmando cio' che pensavo.
A due mani per sbrigarmi, feci cadere il tuo slip. Tutto a un tratto, uscì dritto, come per magia. Era ben caldo nella mia palma, fino a farmi rabbrividire.


Volevo ancora mangiare le tue labbra e anche mordicchiarle un po'. Amo farti soffrire, ma solo un po' ,così giusto per centrarmi su di te. Così tu ti abbandonasti un po' ed io ripresi.
Conservo sempre un certo pudore a dimostrarti la mia voglia. È un po come se volessi mostrarti il mio lato ingenuo.


Sempre seduta sull'orlo della vasca, mi sono inchinata, disegnando una curva coi miei reni, cio' che ti ha provocato la voglia di appoggiarvi di nuovo le mani.Serrate tra loro, i miei reni ti servivano d'ormeggio e di nuvo facesti questo beccheggio che mi guidava la bocca.


Aiutata da questo piccolo vai e vieni, ebbi presto conquista e volesti prendermi. Sapevo bene che mi riservavi piu' nobili disegni e fu senza esitare che girandomi, t'offrii la mia schiena.Sempre piu' lucente, scivolasti senza indugi e ancora riprendesti il tuo beccheggio.Il rollio mi fece scombussolare, e gemetti, questa volta appagata di essere con te complice dello stesso supplizio.


Allora, ottimo maestro, ti sei fatto fabbro, appoggiando le tue mani sulla schiena, ci hai lasciato la traccia incendiata delle tue dita.


Poi, hai voluto essere fornaio e mi hai impastato e masseggiato il seno, pensando senza dubbio che erano fatti di lievito.


Ma è sopratutto il marinaio che preferisco in te, perché mi fa viaggiare e venire con te.Allora ancora, ti sei imbarcato, e la tua nave ha naufragato.Insieme, ci siamo lasciati andare, ma non mi ricordo bene...come erano amorevoli questi ormeggi.


Ahhh quanto è buona l'acqua!Amo farmi la doccia e dopo sentirmi cosi bene.
Dobbiamo sempre avere cura di noi stessi.


Sempreallegra@fr-tudda

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